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Versione | pag. 351 n. 5 → Presagi funesti

LL - Seconda Edizione

Pagina numero: 351

Versione numero: 5

Presagi funesti

Tiberio Gracchio, mentre si preparava alla rivoluzione, in casa, all’alba, richiese gli auspici, i quali gli risposero cose assolutamente funeste. Infatti, mentre usciva da casa, batté il piede in maniera tale, che gli si spezzò il dito. Dopo che non ebbe tenuto in considerazione questa cosa, scacciato dal Campidoglio da Scipione Nasica, colpito dal frammento di una sedia, si accasciò. Dopo che Bruto ebbe fatto uscire i resti del suo esercito contro Cesare ed Antonio, due aquile giunsero in volo dagli opposti accampamenti, e, dopo che tra loro fu nata una battaglia, quella che si era trovata dalla parte di Bruto fuggì conciata male. Quando il re Alessandro voleva fondare una città in Egitto, dato che l’architetto Dinocrate non aveva l’argilla, dopo che aveva tracciato i termini della futura città con la polenta, una grande massa di uccelli, apparsa da un lago vicino, divorò la polenta. Dunque i sacerdoti degli Egizi spiegarono che la città avrebbe sostentato una grande folla di stranieri.

Versione tratta da: Valerio Massimo
Pag. 351 n. 5

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