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Versione | pag. 345 n. 7 → Amare considerazioni di un cittadino romano

Codex 1

Pagina numero: 345

Versione numero: 7

Amare considerazioni di un cittadino romano

I nostri sono tempi estremamente difficili: lo Stato giunge sotto il controllo di pochi, e degli uomini incapaci, molto ingordi di ricchezza, più sfacciati che onesti, ricoprono le magistrature in maniera non meno violenta che sbagliata. Le cariche pubbliche sono nelle mani di pochi uomini; sono ricchi pochissimi scelleratissimi uomini, rispettabili più a parole che nei fatti, essi possiedono molte case, ne costruiscono di nuove, impiegano il denaro in cose del tutto superflue; noi siamo poveri e nelle nostre mani ci sono (ossia: “e a noi toccano”) i pericoli, le ristrettezze, l’indigenza e le tasse. Se non avremo trovato un rimedio, cadremo nella schiavitù, e la nostra condizione di vita sarà per sempre sventuratissima; inoltre, noi abbiamo sempre giudicato la schiavitù più brutta non solamente dell’esilio, ma anche della morte. Ora la nostra concordia è assolutamente indispensabile. Nelle prossime elezioni, dunque, dobbiamo scegliere candidati onestissimi, molto amanti della giustizia, della rettitudine e della virtù.

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