Cassius
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Sulla, postquam pugnaverat apud Portam Collinam contra Marianos, in urbem victor intrans, multos viros inermes et securos, quia …

La Lingua delle Radici 1

Pagina numero: 157

Versione numero: 22

La crudeltà di Silla

Silla, dopo che aveva combattuto a Porta Collina contro i Mariani, entrando a Roma da vincitore, uccise contro il diritto divino molti uomini disarmati e privi di timore, poiché si erano (già) arresi tramite gli ambasciatori. Persero la vita non soltanto gli avversari, ma anche molti uomini innocenti. Infatti attraverso Roma si verificavano stragi sfrenate e feroci, e gli assassini, spinti o dalla collera, o dalla brama di bottino, vagavano di qua e di là alla ricerca di nuovi omicidi. Dunque Silla fu apertamente condannato da tutta la cittadinanza e Q. Catulo gli disse in pubblico: “Poiché in guerra uccidiamo gli uomini armati e in pace uccidiamo quelli disarmati, presto a Roma non resterà nessun cittadino”. Allora Silla per la prima volta istituì il vergognoso registro di proscrizione.

Versione tratta da: Orosio

Pag. 157 n. 22

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