Cassius
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Strato medicus scelerata facinora domi matronae Sassiae fecit. Cum esset in aedibus armarium in quo sciebat esse aliquantum nummorum et …

Il Nuovo Expedite 1

Pagina numero: 430

Versione numero: 125

Credeva di aver fatto un delitto perfetto …

Il medico Stratone fece azioni scellerate in casa della matrona Sassia. Poichè in casa c’era una cassaforte nella quale sapeva che si trovava una certa quantità di denari e di oro, di notte uccise due servi che dormivano e gettò i loro corpi in una cisterna: credeva che in questo modo sarebbero stati accusati loro del furto. Stratone ritagliò la base della cassaforte con una sega e rubò i denari e l’oro con l’aiuto di un unico servo del quale aveva grande fiducia. L’indomani, dopo che il furto venne scoperto, tutti i sospetti ricaddero sui servi, che non si trovavano da nessuna parte. Dopo, quando fu evidente il taglio della base della cassaforte, uno degli amici della matrona Sassia si ricordò di aver visto poco prima in un’asta, che veniva venduta una sega ricurva dentata e contorta da ogni parte, con la quale si sarebbe potuta segare tutt’intorno la base della cassaforte. I banditori si ricordarono che quella sega era stata acquistata da Stratone. Dopo che Stratone fu stato apertamente accusato, il servo, che era consapevole del misfatto, ebbe paura e confessò l’intera faccenda alla padrona: i corpi dei servi furono ritrovati nella cisterna e Stratone, che aveva pensato di superare tutti in astuzia, fu imprigionato.

Versione tratta da: Cicerone

Pag. 430 n. 125

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