Cassius
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Spurius Postumius consul cum bellum adversus Samnites gereret, a Pontio duce hostium in insidias inductus est: is enim simulatos transfugas …

Il Nuovo Expedite 1

Pagina numero: 417

Versione numero: 118

La vergogna delle Forche Caudine.

Il console Spurio Postumio, mentre portava avanti la guerra contro i Sanniti, fu attirato in un’imboscata da Ponzio, comandante dei nemici: egli infatti inviò dei finti disertori che annunciarono ai Romani che Lucera, città dell’Apulia era assediata dai Sanniti. Subito i Romani non esitarono a portare aiuto ai Lucerini, buoni e fedeli alleati. Due strade conducevano a Lucera, la prima più lunga e più sicura, la seconda più breve, ma molto più pericolosa. Il console scelse la più breve. Così dopo che i Romani sono giunti all’imboscata presso Caudio, e che è apparsa evidente la trappola dei nemici, riprendono in senso contrario la strada attraverso la quale erano arrivati; ma la trovano sbarrata da una guarnigione dei nemici: quindi interrompono la marcia e, rimossa ogni speranza, tacciono immobili a lungo; quindi esplodono in proteste contro l’avventatezza del console che alquanto imprudentemente li aveva condotti in quel luogo. Così trascorsero la notte dimentichi di cibo e di riposo. Sul far della mattina i Romani, vinti dal bisogno, inviano degli ambasciatori ai Sanniti affinché chiedano la pace. La pace fu accordata a questa condizione: che tutti fossero condotti sotto il giogo. Così all’alba il console, dopo che gli fu tolto il mantello militare, fu mandato per primo sotto il giogo, e dopo i tribuni, i centurioni e tutti i soldati: tutt’intorno stavano i Sanniti, che deridevano i soldati Romani con parole alquanto violente ed estremamente oltraggiose. Per i soldati Romani l’alba di quel giorno fu molto più triste della morte: infatti la vergogna costringeva ad evitare conversazioni e riunioni.

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