Cassius
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Versione | pag. 389 n. 14 → Tre aneddoti rivelatori

Grammatica Picta 1

Pagina numero: 389

Versione numero: 14

Tre aneddoti rivelatori

Socrate, pur potendo fuggire dalla prigione, non volle; fu, infatti, tanto onesto, che preferì morire piuttosto che violare le leggi della sua città. Durante la Prima Guerra Punica, Appio Claudio il Bello, che era a capo della flotta dei Romani, vide che i sacri polli non volevano mangiare: Se non vogliono mangiare – disse – che bevano! E, mentre li scherniva, ordinò che fossero immersi nell’acqua. Però, dopo che la flotta fu stata sconfitta presso Trapani, la disfatta fu attribuita da tutti a quel cattivo auspicio e al disprezzo della religione. Marcello, dopo che Siracusa fu stata espugnata, poiché voleva far rapire Archimede, il famosissimo matematico, da una truppa di soldati, aveva ordinato che non fosse maltrattato. Però, mentre costui disegnava delle forme geometriche, un soldato Romano, dopo essere entrato nella casa di lui, sguainata la spada, disse: Chi sei? Dopo che Archimede ebbe risposto: Non disturbare questa cosa! – il soldato lo uccise senza indugio. Marcello punì il soldato.

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