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Codex 1 - pag. 233 n. 10 → Il poeta Simonide è salvato dai Dioscuri

Codex 1

Pagina numero: 233

Versione numero: 10

Il poeta Simonide è salvato dai Dioscuri

Simonide, l’illustre poeta, una volta cenava presso Scopa (ossia: “nella casa di Scopa”), un uomo famoso, vincitore, poco prima, in un violento combattimento di pugili. Durante il banchetto, con enorme gioia dei convitati, il poeta recitò un magnifico componimento in onore del vincitore, ma, secondo il costume dei poeti, disse anche molte cose in onore di Castore e Polluce. A Scopa la poesia non piacque, e l’uomo disse al poeta: Ti offrirò la metà del compenso del tuo lavoro, chiedi il resto ai tuoi eroi che hai elogiato tanto quanto me. Poco dopo uno schiavo riferì: Due giovani chiamano Simonide fuori. Il poeta obbedì all’annuncio, ma, davanti alla porta, non vide nessuno. Rivolse gli occhi indietro e vide la casa in macerie: infatti, la stanza dove Scopa si trovava insieme agli amici crollò all’improvviso. Scopa morì con i convitati; l’illustre poeta viceversa si salvò in maniera stupefacente.

Pag. 233 n. 10

→ Simonides, clarus poeta, cenabat aliquando apud Scopam …

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