Cassius
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Sex mensibus barbari circa montem Capitolium manserunt, nec diebus modo …

Monitor - Lezioni 1

Pagina numero: 369

Versione numero: 176

Liberazione di Roma dai Galli

I barbari rimasero intorno al colle Capitolino sei mesi, e non solamente durante i giorni, ma anche durante le notti, essi tentavano di tutto; tuttavia Manlio, una certa notte, risvegliato dallo starnazzare delle anatre, spinse i nemici che si avvicinavano giù dalla cima della rupe. Sebbene in condizioni di completa carestia, tuttavia egli, per una parvenza di sicurezza (ossia: “al fine di dare una parvenza di sicurezza, di tranquillità”), lanciò dei pezzi di pane dalla rocca; in questa maniera toglieva speranza ai nemici. Un certo giorno, egli fece uscire dalla rocca il pontefice Fabio, in mezzo alle guardie dei nemici. E quello, grazie all’aiuto della fede, ritornò illeso, tra dardi dei nemici, e riferì questo oracolo: gli dèi erano propizi. Alla fine i barbari, quando ormai erano stanchi dell’assedio, vendettero la loro ritirata per mille libbre d’oro; ma improvvisamente Camillo si massacrò. E così, con un lago di sangue Gallico, cancellò tutte le tracce degli incendi.

Versione tratta da: Floro

Pag. 369 n. 176

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