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Versione | pag. 500 n. 162 → Un giovane malato d’amore

Mirum Iter 1

Pagina numero: 500

Versione numero: 162

Un giovane malato d’amore

Antioco, il figlio del re Seleuco, travolto da uno smisurato amore per la matrigna Stratonice, consapevole di quanto riprovevoli fossero le fiamme per cui ardeva (lett.: “consapevole di quanto riprovevoli fiamme ardesse”), nascondeva con doverosa dissimulazione l’empia ferita del petto. E così l’enorme desiderio e la grande vergogna ridussero il corpo di lui all’estremo deperimento. Egli giaceva in un piccolo letto, simile ad un moribondo, e il padre, abbandonati tutti i doveri, pensava unicamente alla morte dell’unico figlio. Tuttavia, la perspicacia del medico Erasistrato disperse quest’aura di tristezza: infatti, sedendo accanto ad Antioco, quando si accorse che egli, all’ingresso di Stratonice, si ricopriva di rossore e che migliorava nella respirazione e che, quando lei usciva, si faceva pallido e riprendeva immediatamente il respiro affannato, osservò attentamente il giovane e arrivò alla precisa verità: egli infatti, afferrando senza destare sospetti il braccio del giovane quando Stratonice entrava e poi di nuovo usciva, per via della pulsazione ora più accelerata, ora più lenta, scoprì di quale malattia fosse malato, e immediatamente lo spiegò a Seleuco. Costui, attribuendo a propria vergogna il fatto che il figlio fosse pronto a nascondere l’amore fino alla morte, non esitò a cedere al figlio la coniuge a sé cara.

Versione tratta da: Valerio Massimo
Pag. 500 n. 162

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