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Versione | pag. 471 n. 89 → L’intervento del dittatore Camillo salva Roma dai Galli

Lingua e Cultura Latina 1 Edizione Gialla

Pagina numero: 471

Versione numero: 89

L’intervento del dittatore Camillo salva Roma dai Galli

Ma ormai la fame non poteva né essere dissimulata, né essere sopportata più a lungo. E così, mentre il dittatore Camillo teneva l’arruolamento ad Ardea, il comandante dell’esercito Capitolino, che era rimasto a difesa della rocca, poiché la fame non poteva essere sconfitta per mezzo del valore, decise di ricomprare per mezzo dell’oro la salvezza della città e dei suoi soldati (lett.: “decise che la salvezza della città e dei suoi soldati venisse ricomprata per mezzo dell’oro”). Allora ai tribuni dei soldati venne dato l’incarico di trattare la pace con i nemici. La questione venne sbrigata tra Q. Sulpicio, un tribuno dei soldati, e Brenno, il giovane re dei Galli, e venne stabilito il prezzo di mille libbre d’oro. Ma, prima che la vergognosa compravendita venisse completata, intervenne Camillo nella qualità di dittatore: ordinò che l’oro fosse tolto di mezzo, e che i Galli fossero mandati via dalla rocca. Poiché i Galli si opponevano, poiché si erano accordati con Q. Sulpicio, Camillo rese nullo l’accordo, dato che esso era stato concluso da un magistrato di livello inferiore, e intimò ai Galli di stare pronti alla battaglia. Ai suoi ordinò di riscattare la patria per mezzo del ferro (ossia, per metonimia: “con la spada”), non per mezzo dell’oro. Ormai la sorte aveva girato, ormai la benevolenza degli dèi ed il valore degli uomini aiutavano Roma: infatti, i Galli vennero sbaragliati al primo scontro.

Versione tratta da: Livio
Pag. 471 n. 89

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