Cassius
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Versione | pag. 74 n. 7.13 → Praedones et Scipio

Comminus

Pagina numero: 74

Versione numero: 7.13

Praedones et Scipio

Scipione e i pirati. Scipione, notati dei ladri che si avvicinavano alla (sua) proprietà, avendo creduto che quelli andassero al fine di compiere un furto, aveva collocato sul tetto un presidio di servitori. Dopo che i ladri si furono accorti di ciò, mandati via i soldati e deposte le armi, si avvicinarono all’uscio, e con voce distinta, annunciarono a Scipione che loro non erano venuti come nemici della sua vita, ma come estimatori del suo valore. Scipione, udite queste parole, ordinò che fossero aperte le porte, e che quelli fossero lasciati entrare. Quelli, una volta entrati nella tenuta, afferrarono la mano destra di Scipione e la baciarono per lungo tempo; poi, davanti al vestibolo, posarono i doni che abitualmente vengono offerti alla maestà degli dei immortali. Infine lasciarono la tenuta piuttosto contenti, perché avevano visto Scipione.

Pag. 74 n. 7.13

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