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Versione | pag. 438 n. 135 → Essere schiavi

Mirum Iter 1

Pagina numero: 438

Versione numero: 135

Essere schiavi

Sappiamo che la gran parte degli schiavi Romani erano nati un tempo al di fuori dell’Italia, ed erano stati uomini liberi, tuttavia erano stati catturati in guerra ed erano stati portati in Italia come prigionieri. Alcuni schiavi erano cittadini Romani, che però non avevano pagato i loro debiti e perciò venivano privati della libertà ed erano oggetti di colui al quale dovevano il denaro. Numerosi schiavi, che venivano definiti “dello Stato”, lavoravano duramente nelle miniere; gli schiavi che formavano la “servitù di campagna” coltivavano i campi; i padroni stessi erano soliti accanirsi contro costoro, percuoterli con le fruste e, talvolta, ucciderli. Tuttavia dagli storici veniamo a sapere che alcuni servitori furono più fortunati, poiché istruivano i fanciulli nelle case dei padroni, affinché apprendessero la letteratura Greca, e dopo molti anni venivano liberati: per questa ragione essi venivano chiamati “liberti”. Altri erano medici, altri ancora combattevano contro le belve nell’arena o tra loro stessi, nell’anfiteatro: erano i gladiatori, i quali spesso venivano atrocemente uccisi durante i combattimenti.

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