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Mirum Iter 1 - pag. 484 n. 155 → I Romani accolgono la pietra sacra di Cibele

Mirum Iter 1

Pagina numero: 484

Versione numero: 155

I Romani accolgono la pietra sacra di Cibele

Gli ambasciatori dei Romani, mentre si dirigevano in Asia, consultarono l’oracolo di Apollo a Delfi. Venne risposto che, per opera del re Attalo, essi sarebbero divenuti padroni di quella cosa che cercavano. Il re dell’Asia Attalo portò gli ambasciatori dei Romani in Frigia, e consegnò loro una pietra sacra, che gli abitanti dichiaravano che fosse la “Madre degli dèi”, affinché la riportassero a Roma. Dagli ambasciatori venne mandato avanti M. Valerio, affinché annunciasse che veniva portata la dea; nel frattempo, tra la cittadinanza si cercava un uomo tanto illustre da accogliere convenientemente Cibele in ospitalità: fu scelto P. Cornelio Scipione Nasica, che era considerato dotato delle massime virtù. Costui, insieme a tutte le matrone, andò incontro alla dea a Ostia. Dopo che la nave si fu avvicinata alla foce del fiume Tevere, Scipione fu trasportato in alto mare con una nave, ricevette la dea dai sacerdoti, e la depose sulla terraferma. Le matrone più in vista della città accolsero la statua della Grande Madre; loro portarono la dea nel tempio della Vittoria, che si trova sul Palatino, il giorno prima delle Idi di Aprile (12 Aprile), e quel giorno fu (decretato) festivo.

Versione tratta da: Livio

Pag. 484 n. 155

→ Romanorum legati cum Asiam peterent Delphis Apollinis oraculum consuluerunt …

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