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Versione | pag. 366 n. 107 → Entriamo in una domus

Mirum Iter 1

Pagina numero: 366

Versione numero: 107

Entriamo in una domus

A Roma ci sono numerosissime “insulae” (→ le insulae sono i caseggiati popolari della Roma antica), fitte case patrizie ed alcune ville urbane. Io abito, insieme ai genitori e agli schiavi, in una bella casa patrizia che si trova nell’Argileto. Nel vestibolo o nell’atrio, presso la cappella dei Lari, al mattino mio padre riceve il saluto mattutino degli affiliati, e di buon grado dà loro la sportula piena di cibarie. Al centro dell’atrio c’è l’impluvio, dove, attraverso il compluvio, viene raccolta l’acqua piovana. Nella cucina le ancelle preparano cibi squisiti per tutta la famiglia. Ai lati dell’atrio ci sono le camere da letto: lì la famiglia riposa durante la notte. La stanza del bagno, nella quale ci sono due vasche d’acqua, è spaziosa. Dopo la prima colazione, io e mia madre passeggiamo nel peristilio oppure nel giardino, a fianco al salotto. La mia casa patrizia ha anche un bell’ambulacro, e un ampio porticato. Spesso nella sala per le riunioni, oppure nel salotto, riceviamo i parenti e i loro amici, e loro fanno conversazione con noi. Poi, sul far della sera, nella sala da pranzo si organizza una cena abbondante e buona.

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