Cassius
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Roges me qualem deorum naturam esse ducam nihil fortasse respondeam. Fuerint incorruptae …

Latino ad hoc 2

Pagina numero: 248

Esercizio numero: 21

1. Supponiamo che tu mi chieda quale io ritenga che sia la natura degli dèi: forse non ti risponderei niente.

2. Supponiamo che le lettere in patria siano rimaste incorrotte: ora, però, che autorità o che credibilità possono avere?

3. Supponiamo che ritorni in vita M. Curio, o qualcuno di coloro nella cui fattoria e nella cui casa non vi fu nulla di splendido e bello ad eccezione di loro stessi, e veda qualcuno che tira fuori dal vivaio delle triglie barbate e le maneggia; non lo giudicherebbe forse uno schiavo?

3. Supponiamo che un uomo onesto venda la casa a causa di alcuni difetti che egli conosce e tutti gli altri non conoscano: chiedo se abbia forse agito ingiustamente oppure in maniera disonesta?

5. Supponiamo che tu mi metta in una casa ricchissima, e che io abbia in comunione d’uso l’oro e l’argento: non mi stimerei di più per codeste cose. Portami in mezzo alla folla sul ponte Sublicio: non per questo mi disprezzerei.

6. Supponiamo che un figlio soldato affligga costui, e che una figlia nubile affligga te: e chi non ha mille fonti di dolore?

7. Supponiamo che (mi) resti solo la facoltà di venire in questo luogo, non mi sottrarrei al rischio di parlare. E magari, o senatori, avessi potuto essere presente il primo di Agosto!

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