Cassius
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Rex, quod implacabile odium in Datamen susceperat, postquam …

Il Tantucci Plus 2

Pagina numero: 42

Versione numero: 10

Fallito attentato a Datame

Il re, poiché aveva maturato un implacabile odio contro Datame, dopo che si accorse che quello non poteva essere sopraffatto con la guerra, tentò di ucciderlo con degli agguati; che quello per lo più evitò. Infatti, dopo che gli era stato riferito che certi, che erano nella cerchia degli amici, gli preparavano un’imboscata, volle controllare se gli fosse stato raccontato il vero o il falso. Perciò si recò in quel luogo nel quale i delatori avevano detto che ci sarebbe stata l’imboscata. Scelse tuttavia un tale somigliantissimo a sé per corporatura e per altezza, gli diede un suo abito e gli ordinò di camminare in quella posizione, nella quale egli stesso era solito camminare. Egli, invece, con equipaggiamento e abito militare, camminava fra le guardie del corpo. E pertanto gli attentatori, dopo che la schiera arrivò in quel luogo, imbrogliati dalla disposizione e dal vestito, sferrano l’attacco contro colui che ritenevano che fosse Datame. Datame, inoltre, aveva preannunciato a coloro con i quali marciava, di essere pronti a fare ciò che avessero visto che lui stesso faceva. Egli, appena vide alcuni attentatori che accorrevano, scagliò delle frecce contro di loro. Dopo che tutti insieme ebbero fatto questa medesima cosa, crollarono trafitti prima di arrivare presso quello che volevano aggredire.

Versione tratta da: Cornelio Nepote