Cassius
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Rex Asiae Attalus legatos Romanos comiter acceptos …

Latino ad hoc 2

Pagina numero: 52

Versione numero: 23

La statua di Cibele giunge a Roma

Attalo, re dell’Asia, dopo aver ricevuto amichevolmente gli ambasciatori Romani, li portò a Pessinunte, in Frigia, e consegnò agli ambasciatori, affinché la riportassero a Roma, una pietra sacra, che veniva chiamata dagli abitanti, “la Madre degli dèi”. Mandato avanti dagli ambasciatori, M. Valerio annunciò l’arrivo della dea; si cercava tra la cittadinanza l’uomo migliore che accogliesse in ospitalità Cibele secondo l’usanza. Fu scelto Publio Cornelio Scipione Nasica, poiché veniva considerato provvisto delle più grandi qualità. Costui, insieme a tutte le matrone, andò incontro alla dea ad Ostia: dopo che la nave arrivò alla foce del fiume Tevere, Scipione, trasportato in nave in alto mare, ricevette la dea dai sacerdoti e la depose sulla terra. Le matrone più in vista della città accolsero la statua della Magna Mater; queste, in successione, mano nella mano, mentre tutta la cittadinanza era in strada, dopo che erano stati piazzati turiboli davanti alle porte, la portarono nel tempio della Vittoria, che si trova sul Palatino, nel giorno del 12 Aprile, e quel giorno divenne festivo. Il popolo numeroso portò doni alla dea sul Palatino, ci furono un lettisternio (banchetto sacrificale offerto agli dei, le cui statue venivano poste intorno ad una tavola riccamente imbandita) e degli spettacoli, chiamati Megalensi.

Versione tratta da: Livio

Pag. 52 n. 23

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