Cassius
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Rex Artaxerxes, quod implacabile odium in Datamen susceperat, postquam bello eum opprimi non posse …

Il Tantucci Plus 1

Pagina numero: 360

Versione numero: 1

Un agguato fallito.

Il re Artaserse, poiché aveva maturato un odio implacabile nei confronti di Datame, dopo che comprese che quello non poteva essere abbattuto per mezzo di una guerra, cercò di ucciderlo con degli agguati, che quello evitò tutti. Quando a quello venne riferito che alcuni che erano nella cerchia degli amici gli organizzavano un agguato, decise di indagare la cosa. E così fece il viaggio nel quale gli avevano detto che ci sarebbe stato l’agguato a lui. Però scelse un uomo suo somigliante (ossia: “un uomo simile a sé”) quanto a stazza e statura, e gli diede il proprio abito e gli ordinò di camminare in quella posizione nella quale egli stesso era abituato (a camminare). Quanto a sé, invece, in equipaggiamento ed abbigliamento militare, cominciò a marciare tra le guardie del corpo. Ma gli attentatori, dopo che la colonna fu giunta in quel punto, ingannati dalla disposizione e dall’abito, compiono l’aggressione contro di quello che era stato sostituito. Datame precedentemente aveva ordinato a quelli con i quali marciava che fossero pronti a fare quello che avessero visto fare a lui stesso. Egli, appena percepì gli attentatori che attaccavano, scagliò frecce contro di loro. La medesima cosa fecero tutte le guardie del corpo, prima che essi raggiungessero colui che volevano uccidere: e così gli attentatori caddero tutti trafitti.

Versione tratta da: Cornelio Nepote

Pag. 360 n. 1

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