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Res nova auditu: tanta cura antiquis Romanis non solum servandae sed …

Latino ad hoc 2

Pagina numero: 71

Versione numero: 31

Religiosità dei Romani

Cosa straordinaria a sentirsi: gli antichi Romani ebbero (dat. di poss.) così grande cura, non solo nel conservare, ma anche nell’accrescere la religione, che, nella Roma estremamente prospera e ricca di allora, furono portati, con delibera del senato, dieci figli dei cittadini più autorevoli di ciascun popolo dell’Etruria, allo scopo di apprendere la dottrina dei culti religiosi. Inoltre i Romani richiesero dalla città di Velia una sacerdotessa di nome Callifana per celebrare il culto di Cerere, affinché alla dea non mancasse una sacerdotessa esperta nei riti antichi. E i nostri antenati, poiché avevano in Roma un tempio splendido di questa dea (Cerere), durante il tumulto dei Gracchi, invitati dai libri Sibillini a placare l’antichissima Cerere, inviarono ad Enna i decemviri per riguadagnare il favore della dea, dal momento che credevano che il culto di lei fosse nato da lì.

Versione tratta da: Valerio Massimo

Pag. 71 n. 31

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