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Versione | pag. 276 n. 71 → Le ultime ore di Pompei

Mirum Iter 1

Pagina numero: 276

Versione numero: 71

Le ultime ore di Pompei

Improvvisamente si sollevava nel cielo, dal monte Vesuvio, una nube fuori dal comune e grande, simile ad un alto albero di pino, a tratti bianca, a tratti sporca e chiazzata, perché conteneva terra oppure cenere. Ormai cadeva la cenere, calda e densa, ormai dal cielo cadevano anche pomici e pietre nere. Nel frattempo, dal Vesuvio, risplendevano fiamme estese ed alti incendi; il bagliore e il chiarore erano accentuati dalle tenebre della notte. Molti abitanti di Pompei erano fuggiti verso la spiaggia, a causa della grandezza del pericolo e perché desideravano conservare la loro vita: sulle teste avevano messo dei cuscini, ed li avevano stretti con delle bende, come protezione contro le cose che cadevano dall’alto. Le fiamme e l’odore di zolfo, preannunciatore delle fiamme, mettevano in fuga altri: infatti il tremore della terra continuava, e la paura prevaleva tra tutti i cittadini, perché gli edifici erano scossi violentemente dai sussulti, frequenti e diffusi. Avvenne una grande strage di cittadini: moltissimi abitanti Pompei morirono, perché, a causa dei fumi mortali, le respirazioni erano impedite.

Versione tratta da: Plinio il Giovane
Pag. 276 n. 71

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