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Versione | pag. 197 n. 12 → Quando i Romani sfidarono il mare

Lectio Levis 1

Pagina numero: 197

Versione numero: 12

Quando i Romani sfidarono il mare

Di rado, in tempi antichi, i marinai spingevano le prore lontano dalla costa, poiché non solo d’inverno e d’autunno, ma anche in primavera e d’estate consideravano i mari infidi e pericolosi; anche i pescatori navigavano sempre vicino alle coste e gettavano le reti in vista della terraferma: silenziosi, attraverso le ore notturne fino all’alba, aspettavano all’ancora la preda.
Anche i Romani, popolo di agricoltori, in origine evitavano volentieri i mari, poiché temevano le tempeste e i naufragi. A lungo i Quiriti non ebbero grosse navi, ma soltanto barchette e navicelle, sulle quali percorrevano il Tevere, il fiume della patria, fino ad Ostia. Durante la prima guerra punica, però, a causa delle necessità belliche, i Romani costruirono per la prima volta navi lunghe. Con i tributi dei cittadini e degli alleati allestirono una grande flotta, che restava all’ancora ad Ostia. Da lì, le legioni romane erano trasportate in Sicilia, sia con le navi lunghe che con le navi da carico.

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