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Versione | pag. 238 n. 2 → Il fanatismo di Caligola per gli spettacoli e la squadra dei “verdi”

Il Tantucci Plus 2

Pagina numero: 238

Versione numero: 2

Il fanatismo di Caligola per gli spettacoli e la squadra dei “verdi”

Egli (→ Caligola) favorì fino all’eccesso tutti coloro per i quali era preso davvero da simpatia. Baciava Mnestere, l’attore di mimo, persino nel corso degli spettacoli, e se qualcuno, mentre egli ballava, schiamazzava anche solo debolmente, egli (→ Caligola) ordinava che quello fosse tirato giù dal sedile, e lo frustava di propria mano. Nella medesima maniera notificò per mezzo di un centurione a un cavaliere Romano di partire senza indugio per Ostia, e di portare al re Tolomeo, in Mauritania, dei propri bigliettini, che realmente dicevano: “Non fare alcun bene, né alcun male a costui che ho mandato là (presso di te)”. Pose certi gladiatori Traci a capo delle (proprie) guardie del corpo Germaniche, ridusse le armature dei Mirmilloni. Egli (→ Caligola) era a tal punto appassionato e dedito alla squadra dei verdi, che pranzava e soggiornava costantemente nella (loro) scuderia; in occasione di un certo festeggiamento, al momento dei doni da portar via, consegnò due milioni di sesterzi all’auriga Eutico. Al cavallo di lui, di nome Incitato, per il quale, il giorno precedente gli spettacoli circensi, affinché non venisse turbato, era solito imporre il silenzio al vicinato per mezzo dei soldati, egli (→ Caligola) donò oltre ad una scuderia di marmo e ad una mangiatoia d’avorio, anche una casa, un gruppo di domestici e della mobilia, affinché gli invitati venissero ricevuti più fastosamente a nome del cavallo; si racconta che gli avesse assegnato anche il consolato.

Versione tratta da: Svetonio
Pag. 238 n. 2

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