Cassius
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Quidam satyrus, qui hominis amicus fieri volebat cum eo foedus amicitiae iunxit …

Il Nuovo Expedite 1

Pagina numero: 146

Versione numero: 31

Il satiro e l’uomo.

Un satiro, che voleva diventare amico dell’uomo, strinse con lui un vincolo di amicizia. Un giorno d’inverno, mentre passeggiano insieme per le colline e le montagne, l’uomo, a causa del pungente freddo, accosta le dita della mano alla bocca e soffia. Il satiro, stupefatto chiede la ragione dell’atto all’uomo e quello risponde: “Poiché le mie dita si irrigidiscono per il freddo, (le) riscaldo con il fiato”. Quando in seguito giungono nella trattoria, siedono a tavola, apparecchiata con squisiti cibi: allora l’uomo, poiché le pietanze erano bollenti, accostava il cibo alla bocca e soffiava sopra. Il satiro, stupefatto chiede nuovamente la ragione all’uomo e il compagno risponde: “ Poiché i cibi sono troppo bollenti, (li) raffreddo con il fiato”. Allora il satiro pieno di terrore esclama: “ Io non voglio essere più tuo amico, perché dalla tua unica bocca provengono sia il caldo che il freddo!”
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Pag. 146 n. 31

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