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Lingua e Cultura Latina 2 - pag. 212 n. 134 → Il bene comune è lo scopo dell’uomo forte e grande

Lingua e Cultura Latina 2

Pagina numero: 212

Versione numero: 134

Il bene comune è lo scopo dell’uomo forte e grande

Che cos’è, quindi, il bene? Io considero un bene unicamente ciò che è retto, onorevole e virtuoso (lett.: “con virtù”). Ma questi principi, che dalle parole sono descritti in maniera piuttosto debole e artificiosa, sono stati illustrati dalla condotta di vita e dalle imprese degli uomini più nobili. Ponete davanti agli occhi i nostri antenati! Bruto e i compagni di lui, che ci hanno lasciato questo Stato così ben fondato, a che cosa ambirono, se non al bene dei loro concittadini, che deve essere sempre lo scopo dell’uomo forte e grande? Quale ragione indusse C. Mucio Scevola, che non aveva alcuna speranza di salvezza, all’uccisione di Porsenna, il re degli Etruschi? Quale forza mantenne sul ponte Orazio Coclite, solo contro tutte le truppe dei nemici, mentre i suoi commilitoni tagliavano lo stesso ponte, affinché i nemici non potessero conquistare la città? Quale forza spinse tra le schiere armate dei nemici Decio padre, e quale (vi spinse) il figlio, una volta votata la vita? Che cosa spinse Fabrizio a rifiutare i doni del re Pirro? Che cosa (sottinteso: spinse) i due baluardi della guerra Punica, Gneo e Publio Scipione, che sbarrarono la via all’arrivo dei Cartaginesi per mezzo dei propri corpi? Che cosa, infine, mosse gli innumerevoli altri, degli esempi dei quali abbonda la storia dei Romani? Che cosa?

Versione tratta da: Cicerone

Pag. 212 n. 134

→ Quid est igitur bonum? Quod rectum et honestum …

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