Cassius
Community

Versione | pag. 415 n. 34 → Morte di Annibale

Grammatica Picta 1

Pagina numero: 415

Versione numero: 34

Morte di Annibale

Mentre in Asia si compivano queste cose, accadde per caso che degli ambasciatori di Prusia cenassero a Roma, presso l’ex console T. Quinto Flaminio, e che lì, una volta fatto un accenno riguardo ad Annibale, uno di questi dicesse che quello si trovava nel regno di Prusia. Il giorno seguente Flaminio riferì questa notizia al Senato. I senatori, che con Annibale in vita ritenevano che non sarebbero mai stati al riparo da insidie, inviarono in Bitinia degli ambasciatori, affinché chiedessero al re di consegnare ai Romani il (loro) peggior avversario. A costoro Prusia non volle dire di no: chiese tuttavia che non gli chiedessero una cosa che fosse contro il diritto di ospitalità: disse che avrebbero trovato facilmente da soli il rifugio di Annibale. Annibale, infatti, si manteneva in un fortilizio che il re gli aveva donato, e lo aveva realizzato in maniera tale che ci fossero delle vie d’uscita in ogni punto dell’edificio, temendo, evidentemente, che fossero utili; cosa che accadde. Dopo che gli ambasciatori dei Romani furono giunti lì, e che ebbero circondato la dimora di quello (ossia: “di Annibale”) con un gran numero di uomini, un fanciullo, guardando dalla porta, disse ad Annibale che erano comparsi molti uomini armati. Costui gli ordinò di fare il giro di tutte le porte dell’edificio e di riferirgli rapidamente se era assediato nello stesso modo da ogni parte. Dopo che il fanciullo ebbe riferito che tutte le uscite erano state bloccate, egli (→ Annibale, soggetto sottinteso) concluse che non avrebbe conservato la vita troppo a lungo. E per non perderla per volontà altrui, memore delle antiche virtù, bevve del veleno che aveva sempre con sé.

Versione tratta da: Cornelio Nepote
Pag. 415 n. 34

→ Tutti gli esercizi di frasi e le versioni di Grammatica Picta 1