Cassius
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Q. Metellus in ea oratione quam habuit supremis laudibus patris sui L. Metelli pontificis …

Latino ad hoc 2

Pagina numero: 118

Versione numero: 20

Il decalogo del civis Romanus

Q. Metello in quel discorso che tenne in onore di suo padre il pontefice Lucio Metello – due volte console, dittatore, generale dei cavalieri, magistrato incaricato della distribuzione dei terreni, che dalla prima guerra Punica riportò in trionfo numerosi elefanti – lasciò scritto che quello aveva portato a compimento dieci cose ottime e altissime, nel ricercare le quali i filosofi passano la vita. Infatti non ci dimentichiamo questo, il fatto che Lucio desiderò essere un combattente di prima qualità, un grandissimo oratore, un coraggiosissimo comandante, (desiderò che) sotto il suo auspicio si facessero cose importantissime, desiderò conseguire la carica più alta, desiderò essere di una saggezza altissima, desiderò possedere devozione ed essere considerato una grandissimo senatore, desiderò trovare grande ricchezza in maniera corretta, lasciare molti figli ed essere rispettatissimo tra la cittadinanza. Dunque io vi prego di non sottovalutare mai che queste cose siano toccate a Lucio Metello e a nessun altro dai tempi della fondazione di Roma.

Versione tratta da: Plinio il Vecchio

Pag. 118 n. 20

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