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Versione | pag. 388 n. 2 → Gli scontri con Pirro

Verba Manent 1

Pagina numero: 388

Versione numero: 2

Gli scontri con Pirro

Pirro, il re dell’Epiro, dopo che aveva portato l’esercito in Italia, presso Eraclea e Ascoli Piceno sconfisse i Romani sul campo di battaglia, tuttavia, nelle battaglie, perse innumerevoli soldati. I Romani allestirono un nuovo esercito, ed erano pronti ad opporre resistenza. Allora il re, tramite l’ambasciatore Cinea, che era un uomo di fluente eloquenza e di grande astuzia, propose la pace ai senatori, a condizioni eque e favorevoli. Ormai il Senato propendeva per la pace ed era pronto ad accogliere le condizioni di Pirro, quando nella Curia giunse il censore Appio Claudio, cieco ed anziano, che gli schiavi trasportavano in lettiga: egli, con la sua autorità e con un severo discorso, sconsigliò la pace. Pertanto i senatori respinsero le condizioni del re e decisero di riprendere la guerra. A quel punto, Pirro trasferì le proprie truppe in Sicilia e portò aiuto contro i Cartaginesi alle città Greche, e, lì, in numerosi combattimenti disperse i nemici e tornò indietro in Italia con un notevole bottino. I Romani mandarono contro il re il console Curio Dentato con le nuove truppe, il quale sconfisse l’esercito dei nemici presso la città di Malevento, e cacciò Pirro dall’Italia.

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