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Comminus - pag. 63 n. 6.14 → De Publi Decii Muris virtute

Comminus

Pagina numero: 63

Versione numero: 6.14

De Publi Decii Muris virtute

Sul valore di Publio Decio Mure. Publio Decio Mure, figlio del console Quinto, mentre era tribuno militare, e il nostro esercito era incalzato dai Sanniti, dato che andava incontro ai pericoli delle battaglie in maniera piuttosto temeraria, e mentre veniva invitato ad essere più prudente, affermò di aver visto in sogno che sarebbe morto sul campo con grandissima gloria. A quel punto liberò l’esercito dall’assedio, per giunta da incolume (ossia: “restando incolume”). Dopo tre anni, però, mentre era console, volle tanto intensamente offrire la vita alla propria patria da scagliarsi, armato, contro l’esercito dei Latini. I Latini furono sopraffatti e annientati, ma Decio venne ucciso; la morte di lui, però, fu tanto gloriosa, che il figlio bramò una fine simile.

Versione tratta da: Cicerone

Pag. 63 n. 6.14

→ Publius Decius Mus, Quinti consulis filius, cum esset tribunus militum et …

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