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Lectio Levis 1 - pag. 153 n. 11 → Coriolano

Lectio Levis 1

Pagina numero: 153

Versione numero: 11

Coriolano

Grazie all’abilità di Marcio Coriolano, dopo molti anni Corioli, città dei Volsci, era finalmente conquistata dai Romani. Dopo una vittoria tanto grande, però, Coriolano si comportava con arroganza: sottraeva i cereali dai campi dei compagni, disprezzava e opprimeva i plebei, trascurava gli dei e non compiva i sacrifici. Pertanto molte persone a Roma desideravano e reclamavano l’esilio di Coriolano. Alla fine Coriolano viene cacciato da Roma, è accolto come stratega dai Volsci. In seguito dirige la guerra contro i Romani con le truppe dei Volsci: in molte battaglie sconfigge e mette in fuga i suoi concittadini e consanguinei. Assedia anche il Campidoglio e davanti alle mura della patria prepara un incendio. Gli ambasciatori romani chiedono invano una tregua, e offrono ai Volsci molte ricchezze in difesa della salvezza della città. Coriolano non è dissuaso dalle parole degli uomini, è commosso tuttavia dalle lacrime di Veturia, dai lamenti di Volumnia. Allora, rammaricato e sconvolto, rimuove l’accampamento e lascia il suolo della patria; non sfugge, però, all’ostilità dei Romani, e anzi diviene odioso anche ai Volsci. Poco tempo dopo viene ucciso con l’inganno.

Pag. 153 n. 11

→ Propter sollertiam Marcii Coriolani, Corioli, Volscorum oppidum, post multos …

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Lectio Levis 1