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Versione | pag. 100 n. 35 → Lo schiavo e il filosofo stoico

Lectio Levis 1

Pagina numero: 100

Versione numero: 35

Lo schiavo e il filosofo stoico

A causa della vita dura, un infelice schiavo abbandona il padrone e, di nascosto, si allontana da Corinto. Dopo alcune ore giunge a Megara. Vaga a lungo per le strade, chiede invano cibo e aiuto a coloro che incontra; alla fine, in una piazza, davanti alla statua di Crisippo, è affabilmente salutato da un filosofo stoico: “Straniero”, dice il filosofo, “vedo i tuoi molti affanni e mi addoloro per la tua indigenza. Indossi una tunica trasandata, abbigliamento degli schiavi, e i padroni non offrono agli schiavi né vino, né pietanze gustose, né alloggi piacevoli; conosci le catene e i duri lavori. Il tuo animo, però, è libero; se avanzi per le tante e diverse vie dell’animo, dalla terra ascendi al cielo”. Ma lo schiavo ascolta poco attento le inconcludenti parole del filosofo, e infine avvampa di collera: “Vengo da Corinto, sono a Megara da poco. Sono assetato e affamato a causa del lungo viaggio. Da’ cibo, o uomo verboso, e non parole, allo schiavo infelice e stanco!”.

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