Cassius
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Procae, Albanorum regi, duo filii, Numitor et Amulius, erant. Rex de vita decessurus Numitori qui maior natu erat regnum …

Il Nuovo Expedite 1

Pagina numero: 346

Versione numero: 95

Romolo e Remo salvati da una lupa e allevati dal pastore Faustolo.

Proca, re degli Albani aveva due figli, Numitore e Amulio. Il re, che stava per morire, lasciò il regno a Numitore, che era il maggiore; ma Amulio, dopo aver cacciato il fratello, occupò il regno contro la legge; quindi, per privare Numitore della prole, costrinse la sua bella figlia, Rea Silvia, a diventare una sacerdotessa di Vesta. Ma il dio Marte, innamoratosi della giovane, si unì con lei; così Rea partorì Romolo e Remo, figli gemelli del dio. Allora Amulio, gettata in prigione Rea, mise i suoi figli in una cesta e li gettò nel Tevere, che casualmente in quel momento era straripato, affinché i bambini trovassero la morte nel fiume. Ma l’acqua ritirandosi, lasciò la cesta sulla terraferma e i gemelli sarebbero morti di fame se una lupa, che era scesa al fiume per bere, non avesse udito i vagiti dei bambini. Perciò l’animale, affinché i fanciulli non morissero di fame e di freddo, incominciò ad allattarli e a leccarli con la lingua. Poiché la lupa si avvicinava spesso ai gemelli come ai suoi cuccioli, Faustolo, pastore del re Amulio, scoperta la cosa, prese Romolo e Remo, li portò nella sua casa e chiese alla moglie Acca Larenzia di allevarli come figli loro. I gemelli, quando furono cresciuti aiutavano Faustolo pascolando il gregge e, poiché erano vigorosi e svegli, spesso respingevano i ladri dal furto delle greggi. Per questo, i ladri adirati prepararono per loro degli agguati: Romolo fu catturato e condotto ad Alba, dal re Amulio, per essere condannato a morte; Romolo tuttavia si difese con forza e fuggì. Quando tornò a casa interrogò Faustolo circa la sua discendenza e il pastore, spinto dalla necessità, svelò a Romolo i nomi del padre, della madre e del nonno. Allora Romolo, spinto dall’ira, armò i pastori e corse ad Alba per liberare il fratello e rivendicare il regno.

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