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Verba Manent 1 - pag. 468 n. 1 → La nascita di Romolo e Remo

Verba Manent 1

Pagina numero: 468

Versione numero: 1

La nascita di Romolo e Remo

Proca, il re degli Albani, ebbe due figli: Numitore ed Amulio. Egli lasciò il regno a Numitore, che era il maggiore d’età, ma regnò Amulio, dopo che il fratello era stato cacciato via, ed inoltre, allo scopo di privarlo di una discendenza, egli rese Rea Silvia, la figlia di lui, sacerdotessa di Vesta, affinché fosse vincolata dalla perenne verginità: era infatti costume che le Vestali restassero vergini. Un giorno Rea Silvia, mentre attingeva dell’acqua in un bosco sacro a Marte, incontrò il dio che la convinse ad unirsi a lui: ella, dopo che era stata amata da Marte, da Marte procreò, con un unico parto, Romolo e Remo. Quando venne a sapere ciò, Amulio la mise in prigione, mise i piccolini in una tinozza e li gettò nel Tevere, che, in quel periodo, per caso era straripato; ma mentre il fiume si ritirava, li lasciò sull’asciutto. All’epoca, in quei luoghi c’erano vaste aree disabitate. Una lupa, come è stato tramandato dalla leggenda, accorse al vagito, e, affinché i fanciulli non morissero per la fame e per il freddo, leccò i bambini con la lingua, porse alla loro bocca le mammelle, e si comportò da madre. Poiché la lupa si recava spesso presso i gemelli come a propri cuccioli, un giorno Faustolo, il pastore del re, si accorse della cosa, seguì l’animale e, quando vide i bambini, li portò con sé nella propria capanna e li consegnò alla moglie Acca Larenzia affinché li allevasse.

Pag. 468 n. 1

→ Proca rex Albanorum duos filios Numitorem et Amulium habuit …

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