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Versione | pag. 420 n. 78 → Romolo e Remo salvati da una lupa e allevati dal pastore Faustolo

Lingua e Cultura Latina 1 Edizione Gialla

Pagina numero: 420

Versione numero: 78

Romolo e Remo salvati da una lupa e allevati dal pastore Faustolo

Proca, il re degli Albani, il quale aveva due figli, Numitore ed Amulio, lasciò il regno a Numitore, che era il maggiore d’età. Ma Amulio, con un tranello, cacciò il fratello, e prese il potere contro giustizia; poi, allo scopo di privare Numitore della discendenza, costrinse Rea Silvia, la bella figlia di lui, a diventare una sacerdotessa di Vesta. Ma il dio Marte, innamoratosi della giovane, si congiunse con lei; e così Rea mise al mondo Romolo e Remo, gemelli figli di un dio. Allora Amulio, dopo che aveva messo Rea nelle carceri, mise i figli di lei dentro una cesta, e li gettò nel Tevere – che allora, per caso, era straripato – affinché i piccolini trovassero la morte nel fiume. Ma, quando l’acqua si ritirò, una lupa, che era scesa al fiume allo scopo di bere, sentì i vagiti dei gemelli, e, affinché i fanciulli non morissero per la fame o per il freddo, cominciò ad allattarli e a leccarli con la lingua. Poiché la lupa si recava spesso presso i gemelli come presso dei cuccioli suoi, un giorno Faustolo, il pastore del re Amulio, seguì l’animale e, quando vide i fanciulli, li portò con sé nella propria capanna, dove la moglie, Acca Larenzia, li allevò come figli. Romolo e Remo, quando divennero giovinetti, aiutavano Faustolo pascolando il gregge, e poiché erano robusti e accorti, respingevano spesso i briganti dal furto delle bestie. Allora i briganti, per vendicarsi, tesero loro un agguato: Remo venne catturato, e venne condotto ad Albalonga, presso il re Amulio, affinché venisse condannato a morte; Romolo, invece, si difese per mezzo della forza e scappò. Quando ritornò a casa, interrogò Faustolo in merito alla propria origine, e così il pastore gli rivelò i nomi del padre, della madre e del nonno. Allora Romolo, adirato, armò i pastori, e si diresse ad Alba, per liberare il fratello e rivendicare il trono.

Versione tratta da: Origo gentis Romanae
Pag. 420 n. 78

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