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Versione | pag. 335 n. 62 → Vaticini e prodigi

Lingua e Cultura Latina 1 Edizione Gialla

Pagina numero: 335

Versione numero: 62

Vaticini e prodigi

Dopo che il Pontefice Massimo P. Licinio Crasso morì, fu nominato Pontefice Massimo C. Servilio Gèmino, al cui posto fu aggregato come pontefice M. Sempronio Tuditano. In occasione del funerale di P. Licinio, fu concessa un’elargizione di carne al popolo, centoventi gladiatori combatterono nel circo, e avvennero giochi funebri per un periodo di tre giorni. Dopo i giochi, fu offerto un banchetto alla plebe, durante il quale, poiché i triclini erano stati sparsi per tutto il foro, una violenta tempesta, scoppiata all’improvviso con vento e pioggia, costrinse i cittadini a piazzare delle tende nel foro. Poco dopo, quando il sereno ritornò da tutte le parti, le tende furono tolte. Così, alla fine, tutti misero da parte la paura suscitata da un ambiguo vaticinio. Infatti gli indovini avevano preannunciato: Presto delle tende verranno piazzate nel foro. Poco dopo, i Romani furono pervasi da un altro timore superstizioso, poiché, per un periodo di due giorni, nel cortile davanti al tempio di Vulcano, era piovuto sangue; e, per opera dei decemviri, venne indetta una preghiera rituale, ai fini dell’espiazione di quell’evento portentoso.

Versione tratta da: Livio
Pag. 335 n. 62

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