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Versione | pag. 278 n. 14 → Annibale ferito ad una gamba

Grammatica Picta 1

Pagina numero: 278

Versione numero: 14

Annibale ferito ad una gamba

Dopo che Annibale fu entrato con un esercito ostile nel territorio, ed ebbe saccheggiato ovunque tutti i campi, attaccò la città lungo tre direttrici. C’era un angolo del muro che era rivolto verso una valle pianeggiante e aperta; egli stabilì di spingere contro di esso le vinee, attraverso le quali l’ariete potesse essere fatto cozzare contro le mura. Ma incombeva una grande torre, e il muro, trattandosi di una posizione esposta, era stato elevato ad un’altezza oltremisura, inoltre giovani scelti (lett.: “una gioventù scelta”) opponevano resistenza con enorme energia là dove si manifestavano il pericolo e il timore. All’inizio i Saguntini respingevano il nemico con le armi da lancio; poi, non solo scagliavano i dardi davanti alle mura e alla torre, ma osavano anche compiere una sortita contro le postazioni e le opere da assedio dei nemici. In questi scontri tumultuosi cadevano sia Saguntini che Cartaginesi. E appena lo stesso Annibale, mentre si avvicinava in maniera incauta al muro, cadde, gravemente colpito contro il femore da un giavellotto, ci fu tutt’intorno una grande fuga e (una grande) trepidazione, e le opere da assedio e le vinee per poco non furono abbandonate.

Versione tratta da: Livio
Pag. 278 n. 14

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