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Versione | pag. 228 n. 25 → La moralità di Roma è in crisi

Il Nuovo Latino a Colori 1

Pagina numero: 228

Versione numero: 25

La moralità di Roma è in crisi

Dopo che la ricchezza cominciò ad essere (motivo di) onore e la gloria, il potere e l’autorità cominciarono a seguirla, la virtù si infiacchiva, l’indigenza era considerata come una vergogna, la moralità era ritenuta malevolenza. Perciò, (originati) dalla ricchezza, l’amore per il lusso e la cupidigia invasero la gioventù, insieme alla presunzione: i giovani rapinavano, sperperavano, bramavano i beni degli altri, non praticavano mai la discrezione e il pudore; le cose umane e quelle divine erano indistinte. Vale la pena, quando avrai visto le abitazioni e le ville edificate alla maniera di città, andare a visitare i templi degli dei, che hanno costruito i nostri avi, uomini pii. I nostri antenati però decoravano i santuari degli dei con la pietà, e le proprie abitazioni con la gloria. Oggi, al contrario, i Romani, uomini vili, per estrema scelleratezza portano via i beni agli alleati. Sono stati spianati monti, sono stati interrati mari da molti privati cittadini per i quali la ricchezza è come un gioco. Ma si era diffusa la smania di adulterio e di gozzoviglia: la gioventù, una volta che la ricchezza del padre era venuta a mancare, era indotta ai delitti e alla disonestà: difficilmente l’animo resisteva ai piaceri.

Versione tratta da: Sallustio
Pag. 228 n. 25

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