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Versione | pag. 395 n. 9 → Alessandro e il nodo di Gordio

Verba Manent 1

Pagina numero: 395

Versione numero: 9

Alessandro e il nodo di Gordio

Alessandro, dopo che aveva sconfitto i Persiani presso il Granico, giunse a Gordio. Lì ridusse la città sotto il proprio dominio, ed entrò nel tempio di Giove. Nel tempio vide il carro sul quale era stato trasportato Gordio, il padre di Mida. C’era un giogo famigerato, che non si poteva sciogliere a causa dei molti nodi intrecciati fra di loro, e che nascondevano il loro intreccio. Un’antica profezia recitava: L’uomo che avrà sciolto il nodo del giogo, otterrà il dominio di tutta l’Asia. Dunque Alessandro desiderava la vittoria della profezia. Intorno al re c’era una folla sia di Frigi che di Macedoni: il popolo Frigio era ansioso per l’attesa, i Macedoni erano preoccupati per la temeraria sicurezza del re. La sequenza dei nodi era stata serrata e non si riusciva a vedere l’inizio dell’intreccio. Alessandro non lottò nient’affatto a lungo con i nodi nascosti, ma, con la spada, tagliò tutti i nodi: e così da una parte beffò, dall’altra realizzò la profezia dell’oracolo.

Versione tratta da: Curzio Rufo
Pag. 395 n. 9

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