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Versione | pag. 401 n. 5 → Anco Marcio

Codex 1

Pagina numero: 401

Versione numero: 5

Anco Marcio

Dopo Tullio Ostilio, a capo dei Romani c’è Anco Marcio, un uomo onesto, proveniente dalla famiglia di Numa Pompilio. Egli, dal momento che è onesto e devoto, viene considerato un secondo Numa; poiché teme gli dèi, egli sta sempre presso gli altari degli dèi. Allora i Latini danneggiano Roma e dicono: Anco non riuscirà a guidare le truppe Romane, infatti non si allontana mai dagli altari. Né ai Latini manca il coraggio: le truppe dei Latini giungono nel territorio Romano per combattere la guerra. Anco, però, combatte per lungo tempo, e, presto, la buona sorte conduce i Romani alla vittoria. Anco conquista i terreni dei Latini per mezzo di numerosissime battaglie, e porta le donne e gli uomini che sopravvivono, con i bambini e le bambine, all’interno delle mura di Roma. Sul Celio ci sono Albani, sul Campidoglio i Sabini e sul Palatino i Romani. Ai Latini, pertanto, viene assegnato da Anco l’Aventino. (→ Anco Marcio, soggetto sottinteso) realizza inoltre Ostia, come colonia di Roma. Anco giova a Roma per molti anni: ad Anco non venne mai meno il favore del popolo.

Pag. 401 n. 5

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