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Il Nuovo Latino a Colori 1 - pag. 214 n. 20 → Ciro bambino

Il Nuovo Latino a Colori 1

Pagina numero: 214

Versione numero: 20

Ciro bambino

Quindi dopo molti re, secondo l’ordine di successione, il regno di Media pervenne ad Astiage. Questo vide per mezzo di un sogno una vite nata dall’unica figlia che possedeva, dai tralci della quale veniva oscurata l’intera Asia. Il sovrano medo, atterrito dal responso degli indovini, non concesse sua figlia in matrimonio né ad un uomo illustre, né ad un concittadino, ma a Cambise, un uomo modesto proveniente dall’ignota gente dei Persiani. Ma neppure in questo modo lasciò da parte le angosce del sogno. Una volta nato, il neonato è affidato ad Arpago, un amico del re, perché sia ucciso. Questo diede al pastore del bestiame del re il bambino, che venne abbandonato nel mezzo di un bosco tenebroso. Casualmente, nel medesimo periodo era nato un figlio anche al pastore. Pertanto, la moglie del pastore seppe dell’abbandono del figlio del re e con acutissime suppliche reclamò il bambino per sé. Sopraffatto dalle preghiere della donna, il pastore fece ritorno nel bosco e, vicino al neonato, trovò una cagnetta che offriva le mammelle al piccolino. Mosso a compassione, così come aveva visto commosso l’animale, portò il bambino all’ovile. La cagnetta procedeva nervosamente insieme al pastore. La moglie accolse con estrema contentezza il bambino, e sul viso del neonato apparvero vitalità e felicità. La moglie disse allora a suo marito: Alleverò e nutrirò il bambino. La nutrice si chiamò poi Spargo, perché così i Persiani chiamano il cane. Il bambino, che in seguito era destinato a privare il nonno del regno, ricevette il nome di Ciro.

Versione tratta da: Giustino

Pag. 214 n. 20

→ Post multos deinde reges per ordinem successionis Mediae regnum ad Astyagen descendit …

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Il Nuovo Latino a Colori 1