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Codex 1 - pag. 215 n. 3 → Il mito di Prometeo

Codex 1

Pagina numero: 215

Versione numero: 3

Il mito di Prometeo

Gli esseri umani, dopo la fine dell’età dell’oro, non conoscevano i benefici del fuoco, e, con grande difficoltà, mangiavano le carni crude, vivevano come animali selvatici in caverne buie e gelavano a causa del freddo rigido. A quel punto Prometeo, il figlio del Titano Giapeto, aiutò gli esseri umani con magnanimo impegno. Giunse a Lemno, nella fucina di Vulcano, sottrasse una scintilla di fuoco al fabbro degli abitanti del cielo e la regalò agli esseri umani. Giove, dal momento che era infuriato a causa del misfatto, punì Prometeo. Incatenò infatti Prometeo ad una roccia sul monte Caucaso; lì, il fegato del Titano veniva divorato ogni giorno da un’aquila, tuttavia, ogni giorno, esso ricresceva in maniera stupefacente. Ercole alla fine, dopo numerosi anni, liberò lo sventurato Prometeo.

Pag. 215 n. 3

→ Post aureae aetatis finem, homines ignis beneficia …

→ Tutti gli esercizi di frasi e le versioni di latino tradotte dal libro:
Codex 1