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Versione | pag. 253 n. 3 → L’eroismo di Clelia

Codex 1

Pagina numero: 253

Versione numero: 3

L’eroismo di Clelia

Porsenna, il re degli Etruschi, aveva tra gli ostaggi Clelia, una giovane nobile. L’accampamento degli Etruschi si trovava vicino al Tevere. Dunque Clelia, durante la notte, evitò le sentinelle e, in qualità di guida di una schiera di giovani donne, attraversò a nuoto il Tevere tra i dardi dei nemici, e le riportò tutte incolumi a Roma, dai parenti. Presto il re, infuriato, inviò ai Romani dei portavoce, a reclamare Clelia come ostaggio; i Romani, secondo il patto, riconsegnarono Clelia agli Etruschi. Presso il re degli Etruschi, però, la fanciulla non solamente fu al sicuro, ma fu anche ossequiata; Porsenna, infatti, elogiò lo stupefacente valore della giovane e le disse: Sei libera, e puoi liberare alcuni Romani. A quel punto Clelia non scelse gli uomini, bensì le giovani donne e i fanciulli, e ritornò in patria. Gli Etruschi e i Romani ristabilirono la pace. I Romani assegnarono al valore singolare in una donna, un tipo nuovo di riconoscimento: sulla via Sacra venne posta dai cittadini una statua a cavallo della giovane donna.

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