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Versione | pag. 174 n. 6 → Porsenna e Mucio Scevola

La Lingua delle Radici 1

Pagina numero: 174

Versione numero: 6

Porsenna e Mucio Scevola

Porsenna, re dei Chiusini, assediava Roma con un ingente esercito. I cittadini Romani vedevano la libertà in grande pericolo. I Romani erano tormentati non dalla paura dei nemici, ma dalla mancanza di grano. Infatti gli Etruschi sbarravano tutti gli accessi e impedivano l’ingresso dei viveri dentro Roma. Allora C. Muzio, giovane nobile e coraggioso, con il consenso del senato, penetrò attraverso le fila nemiche, e giunse al seggio del re. Lì tuttavia, a causa di un errore della veste e degli ornamenti, con un colpo di pugnale uccise non il re, bensì lo scriba. Ma il giovane non fu scosso né per l’esito sfortunato del tentativo, né per i volti minacciosi dei nemici, e anzi di fronte al re Porsenna mostrò disprezzo delle torture e della morte. E così mise la mano destra nel fuoco e sopportò il bruciore della fiamma con animo imperturbabile. Porsenna, spinto dall’ammirazione, liberò Muzio, e in seguito il giovane coraggioso fu molto celebrato dai Romani.

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