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Esercizio | pag. 243 n. 3 a →

Lingua e Cultura Latina 2

Pagina numero: 243

Esercizio numero: 3 a

1. I cittadini peggiori non possono fare nulla di utile per lo Stato.
2. L’ignoranza del diritto non assolve nessuno.
3. Non ho alcuna speranza di pace.
4. Il possesso di nessuna cosa è tanto gioioso quanto il possesso della saggezza.
5. Non esiste nulla di peggio delle guerre civili.
6. Certi fanciulli non obbediscono a nessuno, neppure ai genitori; non ascoltano gli insegnamenti di nessuno, neppure dei maestri.
7. Ciascuno deve vincere i propri difetti, e non esiste alcuna vittoria più grande di questa cosa.
8. L’uno e l’altro sono un difetto: sia il credere a tutti, sia il credere a nessuno.
9. Augusto venne considerato somigliante ad un dio, poiché nessuno fu più prospero in guerra oppure più moderato in pace.
10. Il tempo fugge e nessuno lo può trattenere.
11. Io dico che la giustizia non può nuocere a nessuno, salvo che agli uomini malvagi e disonesti.
12. In quell’occasione eravamo assenti da Roma e non vedemmo niente.
13. Ti prego di non riferire a nessuno le mie parole.
14. I cittadini Romani temevano a tal punto Brenno, il condottiero dei Galli, che nessuno rimase a Roma all’infuori dei senatori.
15. Cesare mosse guerra ai Britanni, ai quali, fino ad allora, dei Romani non era noto neppure il nome.

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