Cassius
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Peregrinae condicionis homines vetuit Claudius usurpare Romana nomina dumtaxat gentilicia …

Il Tantucci Plus 1

Pagina numero: 415

Versione numero: 33

Provvedimenti di Claudio su cittadinanza e culti

Claudio vietò che gli uomini di nazionalità straniera facessero propri nomi Romani e in particolare nomi di gentilizi (ossia: “nomi di famiglie nobili”). Coloro che si erano appropriati indebitamente della cittadinanza Romana, li uccise con la scure sulla spianata dell’Esquilino. Agli abitanti di Ilio condonò le tasse per sempre, dopo che ebbe letto a voce alta una vecchia lettera Greca, mandata dal Senato al re Seleuco, dove quelli erano stati dichiarati “parenti” del popolo Romano. Espulse da Roma i Giudei, continuamente in rivolta su esortazione di “Cristo”. Invece, agli ambasciatori dei Germani, permise di sedere nell’orchestra (orchestra = il luogo del teatro che nella Roma antica era riservato ai senatori), poiché era stato impressionato dalla loro schiettezza e dalla loro sicurezza: infatti quelli, accompagnati nei posti del popolo, dopo che si furono accorti che i Parti e gli Armeni sedevano tra i senatori, erano scesi di loro iniziativa presso i medesimi posti, dichiarando che il loro valore e la loro importanza era pari alla loro (ossia: “che il loro valore e la loro importanza erano pari al valore e all’importanza dei Parti e degli Armeni”). Cancellò completamente, presso i Galli, la religione dei Druidi, di feroce inciviltà e, sotto Augusto, vietata solamente ai cittadini (ossia: “vietata solamente a quei Galli che godevano della cittadinanza Romana”). Viceversa, dall’Attica, trapiantò anche a Roma i riti sacri di Eleusi.

Versione tratta da: Svetonio

Pag. 415 n. 33

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