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Versione | pag. 167 n. 17 → Un’impresa capeggiata da Pelopida (2)

Grammatica Picta 1

Pagina numero: 167

Versione numero: 17

Un’impresa capeggiata da Pelopida (2)

Pelopida, insieme ai giovinetti, deviò verso la casa di un amico, e in quel luogo attese la notte. Di certo, l’eccessiva sicurezza è spesso causa di sciagura. Infatti l’arrivo dei giovinetti giunge all’istante alle orecchie dei capi Tebani. I giovinetti, però, erano intenti al vino e al banchetto, e trascurarono il pericolo. Essi dicevano: Rimando le incombenze a domani. Ma, quando la notte fu andata avanti, gli ubriaconi venivano uccisi dagli esuli. Pelopida, quindi, richiamò il popolo alle armi e alla liberazione. Anche i contadini accorsero dai campi. Alla fine, i Tebani cacciarono dalla rocca la guarnigione degli Spartani, liberarono la patria, e in parte uccisero, in parte cacciarono in esilio i traditori.

Versione tratta da: Cornelio Nepote
Pag. 167 n. 17

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