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Mirum Iter 1 - pag. 428 n. 131 → L’opera di civilizzazione di Numa Pompilio

Mirum Iter 1

Pagina numero: 428

Versione numero: 131

L’opera di civilizzazione di Numa Pompilio

I Senatori Romani elessero come nuovo re Numa Pompilio, affinché governasse per secondo l’Impero Romano: fece conoscere feste sacre e cerimonie e ogni culto degli dèi immortali, e creò i Pontefici, gli Auguri, i Salii e tutte le altre cariche religiose, per assicurare la benevolenza degli dèi. Per giunta suddivise l’anno in dodici mesi, e distinse i giorni fasti e i nefasti; oltre a ciò, venerò gli Ancilia (ossia: “gli scudi sacri”) ed il Palladio, pegni segreti del potere, e Giano bifronte, tutela della pace e della guerra. In primo luogo, affidò alle vergini il focolare di Vesta, affinché la fiamma vegliasse, ad immagine degli astri del cielo, come custode del potere: realizzò e decise ogni cosa come se (fosse stata decisa) su suggerimento della dea Egeria, affinché i Romani accettassero di buon grado le cose che egli aveva decretato. Alla fine, rese civile e raffinato il rozzo popolo, affinché i Romani, dopo che avevano preso il potere con la forza e con la violenza, ora lo amministrassero con scrupolo e giustizia, e maturassero nella civiltà.

Versione tratta da: Floro

Pag. 428 n. 131

→ Patres Romani Numam Pompilium novum regem elegerunt qui secundus …

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