Cassius
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Pater nos duos fratres reliquit et tertium Iugurtham beneficiis suis coniunctum nobis voluit ….

Monitor - Lezioni 1

Pagina numero: 381

Versione numero: 181

Aderbale in senato

Il padre (ossia: “nostro padre”) lasciò noi due fratelli, e per sua concessione (lett.: al plurale), volle un terzo, Giugurta, unito a noi. Il primo di loro è stato ucciso, io in persona ho evitato a stento le mani sacrileghe del secondo. Che cosa dovrei fare? Oppure dove, sventurato, dovrei dirigermi? Le protezioni della famiglia sono tutte venute meno. Mio padre, com’era inevitabile, ha ceduto alla Natura (ossia: “è morto per una legge di Natura”). A mio fratello un parente ha strappato la vita con un delitto, cosa che egli non ha meritato. Tutti gli altri sodali, gli amici, i parenti li ha abbattuti chi una sciagura chi un’altra: una parte, catturati da Giugurta, sono stati messi su una croce, una parte sono stati gettati alle bestie feroci (ossia: “sono stati dati in pasto alle bestie feroci”), i pochi ai quali l’anima è stata lasciata, imprigionati al buio, trascorrono una vita dura, con afflizione e rimpianto.

Versione tratta da: Sallustio

Pag. 381 n. 181

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