Cassius
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Pastor olim fuit, nomine Gyges, qui Lydiae regis pecudes pascebat. Olim terra discessit magnis imbribus et …

LL - Seconda Edizione

Pagina numero: 185

Versione numero: 13

L’anello del pastore Gige

Un tempo ci fu un pastore, di nome Gige, che pascolava gli animali del re della Lidia. Un giorno, a causa delle grandi piogge, la terra franò, ed il pastore scese nella voragine e si accorse di un cavallo di bronzo, sui cui lati (ossia: “sui lati del quale”) c’erano delle porte. (Egli) aprì il cavallo, e vide un enorme corpo di uomo e un anello d’oro al dito. Gige tolse via l’anello e lo indossò. Da lì, se ne tornò ad un’assemblea di pastori. Lì, se davanti a tutti rivolgeva l’anello verso il palmo della mano, non veniva visto da nessun collega, (mentre) egli stesso vedeva ogni cosa; era visto nuovamente, quando rigirava l’anello al dito. E così, grazie al vantaggio dell’anello, Gige uccise il re suo signore, ed eliminò gli avversari, e nessuno lo vedeva nelle sue azioni. Così, grazie all’aiuto dell’anello, diventò improvvisamente egli stesso il re della Lidia.

Versione tratta da: Cicerone

Pag. 185 n. 13

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