Cassius
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P. Scipio Africanus Aemilianus qui Carthaginem deleverat post tot acceptas …

Il Nuovo Expedite Plus 2

Pagina numero: 118

Versione numero: 177

Elogio di Scipione Emiliano.

P. Scipione Africano Emiliano , che aveva distrutto Cartagine, dopo tante disfatte subite (dai Romani) presso Numanzia, eletto nuovamente console e inviato in Ispania, nel giro di un anno e tre mesi da quando era arrivato in quel luogo, dopo aver circondato di bastioni Numanzia e averla annientata, la rase al suolo. E nessun uomo di nessun popolo, prima di lui, consegnò il proprio nome alla memoria eterna con una distruzione di città più famosa. Infatti, distrutta Cartagine e Numanzia, ci liberò dalla paura dell’una e dalle offese dell’altra. Costui, mentre il tribuno Carbone gli chiedeva cosa pensasse dell’assassinio di Tiberio Gracco, rispose che se quello aveva voluto veramente impadronirsi dello stato, era stato ucciso giustamente. E quando tutta l’assemblea ebbe levato grida di disapprovazione disse: “Dopo che per tante volte non sono stato spaventato dalle grida dei nemici armati, in che modo posso essere agitato dallo schiamazzo di voi dei quali l’Italia è matrigna?”.

Versione tratta da: Velleio Patercolo

Pag. 118 n. 177

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