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Mirum Iter 1 - pag. 155 n. 36 → L’otium lontano dalla città

Mirum Iter 1

Pagina numero: 155

Versione numero: 36

L’otium lontano dalla città

Il nostro tempo libero è piacevole: non abbiamo grande ricchezza e il nostro podere è piccolo, ma viviamo in maniera abbastanza agiata. Infatti non desideriamo case sontuose e pavimenti di marmo. Ci svegliamo intorno all’ora prima (ossia: “verso le sette”), attraversiamo il nostro orto, dagli schiavi vengono scavati fossati e vengono seminate diverse piante. Spesso passeggiamo per sentieri e campi, talora cavalchiamo oppure montiamo su una carrozza ed attraversiamo i campi. Spesso entriamo in una grotta ombrosa, lì leggiamo oppure scriviamo, e prendiamo l’ombra. Dopo il bagno è l’ora del pranzo e dalle ancelle viene servito il pasto. Poi riceviamo le tavolette cerate, e scriviamo. Arrivano i vicini e li accogliamo affettuosamente: ci sediamo all’aperto e, lieti, facciamo conversazione. Osserviamo tutt’intorno le radure e le rocce, mentre, lontano, i tetti delle fattorie già fumano.

Pag. 155 n. 36

→ Otium nostrum iucundum est: magnas divitias …

→ Tutti gli esercizi di frasi e le versioni di latino tradotte dal libro:
Mirum Iter 1